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Come Affrontare un Ambiente di Lavoro Tossico

Oggi più che mai si sente parlare di stress, burnout, insoddisfazione lavorativa. Ci troviamo in un'epoca di cambiamenti radicali dove, dopo la pandemia, i modelli organizzativi e gli stili di leadership sono esposti a drastici cambiamenti per rispondere sempre più ai bisogni delle persone. Gran parte del malessere e dello stress al lavoro è legato ad un ambiente di lavoro tossico che può rappresentare un serio ostacolo alla crescita personale e aziendale oltre che un danno per la salute di lavoratori e lavoratrici. Un ambiente nocivo non solo mina la salute mentale e fisica dei dipendenti, ma impatta negativamente anche sulla produttività e sulla cultura aziendale.

In questo articolo, Eleonora Valè, psicologa del lavoro di Trainect, specializzata in neuropsicologia del benessere, esplora come identificare i segnali di un ambiente tossico, come creare un ambiente positivo con il supporto dei colleghi e come coinvolgere le risorse umane per migliorare la cultura aziendale.


Lo Stress Prolungato porta al Burnout

Uno degli errori più frequenti che ho riscontrato negli anni fra gli executives è sottovalutare il fatto che lo stato di stress e pressione eccessiva deve essere temporaneo, ovvero legato a periodi particolarmente intensi e di sforzi particolari.

Accettare che si protragga, sottovalutandone le conseguenze e/o pensando che sia “normale” non è affatto una buona idea e mette a repentaglio pesantemente creatività ed efficacia, che ne risultano enormemente indebolite.

Oggi il 69% delle persone dichiara che le figure dirigenziali influenzano il loro benessere più di amici, famigliari e terapeuti (Fonte: Workforce institute UKG). D’altro canto, ci dice Jim Rohn, imprenditore e autore statunitense, “Siamo la media delle 5 persone che frequentiamo di più”. E passando al lavoro 8 ore (e anche di più) risulta inevitabile che il nostro capo ci influenzi. Pare che i responsabili di questa influenza siano i nostri neuroni a specchio, scoperti da Giacomo Rizzolatti, neuroscienziato italiano, nel 1992. Particolarissimi neuroni che si trovano nelle aree cerebrali deputate ai movimenti che si attivano quando si compie un qualsiasi gesto o comportamento e anche quando lo si osserva. Se subiamo ogni giorno una leadership tossica, che ci fa sentire insicuri e continuamente messi in discussione, saremo più propensi a sperimentare stato di stress prolungato e malessere che può sfociare in fenomeni come il burnout.


Come Affrontare un Ambiente di Lavoro Tossico

La leadership tossica e le relative pratiche possono avere ripercussioni devastanti sia sulle organizzazioni che sugli individui. È ormai palese come tali leader, con il loro comportamento nocivo, conducano le organizzazioni verso l'insuccesso a lungo termine e compromettano seriamente il benessere fisico e mentale degli individui. In questo scenario, le pratiche di leadership tossica possono inoltre innescare e incrementare i comportamenti di bullismo sul luogo di lavoro. I collaboratori possono trovarsi testimoni di questi comportamenti e, pur tentando di intervenire, spesso si trovano impotenti di fronte a tali dinamiche. In assenza di un cambiamento effettivo, le vittime possono ricorrere a strategie di coping, strategie di "sopravvivenza" per far fronte al momento di difficoltà, per mitigare gli effetti psicologici e fisici dello stress. Queste strategie, sebbene non siano una soluzione al comportamento abusivo dei bulli, possono offrire un sollievo significativo dai problemi di salute mentale e stress correlato a breve e lungo termine. Tuttavia ognuno ha la propria quantità di risorse interne e non sempre le strategia di coping sono attuabili dalle persone e vanno quindi rinforzate con un lavoro sull'emotività e sulla consapevolezza psicologica.


Identificare i Segnali di un Ambiente Tossico

Il primo passo per affrontare un ambiente di lavoro tossico è riconoscerne i segnali. Questi possono includere un alto tasso di turnover dei dipendenti, una comunicazione scarsa o negativa, frequenti conflitti interpersonali, mancanza di trasparenza e favoritismi, malessere generalizzato, chiacchericcio alla machinetta del caffè, paura nell'esprimere la propria opinione.

Un altro segnale può essere un'eccessiva pressione per il raggiungimento degli obiettivi, spesso a scapito del benessere dei dipendenti. Ancora un abuso di potere da parte di leader e manager che - per il proprio titolo e ruolo - si sentono in diritto di appropriarsi dell'intera vita delle persone, senza limiti di tempo e spazio. Ancora è fondamentale riconoscere come, la modalità relazionale tra capo e collaboratore possa innescare dinamiche tossiche con conseguenti effetti sullo stress percepito dalle persone. Riconoscere questi segnali è cruciale per poter intraprendere azioni correttive. Il tema del micro-management è sempre esistito in azienda e parla chiaramente di un tipo di cultura organizzativa gerarchica e top down. Si riferisce a un approccio manageriale che implica un controllo eccessivo e dettagliato sul lavoro dei lavoratori, spesso privandoli di autonomia e fiducia. Tuttavia, soprattutto durante e dopo il COVID - 19, questi comportamenti sono incrementati perché i manager hanno perso il “contatto visivo” coi collaboratori. Infatti, tolta la presenza fisica in ufficio, alcuni manager si sono sentiti “mancare la terra sotto i piedi” non potendo più controllare i collaboratori in presenza. Non che il micro-management non esistesse pre-pandemia, ma di certo la perdita di controllo visivo ha influito moltissimo sui temi di fiducia e controllo verso i propri collaboratori.  Il ruolo dei manager si è trovato e si trova tuttora davanti a un cambiamento rilevante e va supportato nella sua evoluzione, anche attraverso programmi formativi volti a rinforzare capacità di coaching e leadership positiva.



Creare un Ambiente Positivo con il Supporto dei Colleghi

La trasformazione di un ambiente lavorativo inizia dal basso ma non può prescindere da un cambiamento culturale dall'alto. Spesso i colleghi, avendo respirato per anni dinamiche tossiche, sono i primi ad agire comportamenti dannosi per i team, volendo in qualche modo, far subire agli altri quello che hanno subito loro. I colleghi al contrario possono svolgere un ruolo fondamentale nel promuovere un clima positivo. Questo può essere ottenuto attraverso la creazione di reti di supporto, l'incoraggiamento di una comunicazione aperta e onesta, e il sostegno reciproco. L'empatia e la comprensione possono contribuire significativamente a migliorare la morale e a ridurre le tensioni.

Solo recentemente i ricercatori hanno iniziato a studiare gli aspetti negativi della leadership mal gestita. È stato scoperto che nell'ultimo decennio il numero di leader tossici è in aumento e quasi il 75% (Hogan & Hogan, 2002). Diverse terminologie, come supervisore abusivo, leadership distruttiva e leadership tossica, sono menzionate da vari studiosi per studiare gli aspetti negativi della leadership. Nello studio di Fizza Naeem, "Influence of Toxic Leadership on Turnover Intention: The Mediating Role of Psychological Wellbeing and Employee Engagement", viene utilizzato il termine leadership tossica, definita come un "insieme di comportamenti con tratti narcisisti, autopromotori che si impegnano in un modello imprevedibile di supervisione abusiva e autoritaria" (Schmidt, 2008). Le scoperte presentate in questo studio corroborano l'efficacia di due modelli tridimensionali concepiti per valutare: il disagio psicologico, attraverso la perdita di autostima, il ritiro sociale e l'agitazione, e le strategie di coping impiegate per gestire la presenza di leader tossici, quali il coping assertivo, evitante e adattivo. Questi risultati aprono a riflessioni più profonde sulle dinamiche psicologiche in gioco e sulle possibili vie per migliorare il benessere individuale e organizzativo di fronte a tali sfide.


Coinvolgere HR per Migliorare la Cultura Aziendale

Le risorse umane hanno un ruolo chiave nel plasmare la cultura aziendale. È essenziale che le figure HR siano coinvolte attivamente nell'identificazione e nella risoluzione dei problemi legati a un ambiente di lavoro tossico. Ciò può includere:

  • la revisione delle politiche aziendali

  • la promozione di programmi di formazione sulla leadership e sulla gestione dei conflitti

  • la creazione di canali sicuri per i dipendenti per segnalare comportamenti inappropriati o abusivi

  • l'inserimento di iniziative di sensibilizzazione e formazione sul benessere aziendale e sulla prevenzione di stress e burnout

HR ha il ruolo chiave di supportare i manager a migliorare il proprio stile di leadership identificando le leadership tossiche.

Il ruolo del "capo" infatti è davvero influente sulle persone: come collaboratori, attribuiamo spesso al nostro capo un ruolo di forte influenza sui nostri stati d’animo. Le figure di leadership rappresentano l'autorità all'interno dell'organizzazione e spesso influenzano le decisioni che riguardano la nostra carriera, il nostro sviluppo e il nostro benessere lavorativo. Desideriamo dimostrare ai nostri capi che siamo competenti, che siamo in grado di raggiungere gli obiettivi assegnati e che siamo un valore aggiunto per l'organizzazione. Vogliamo essere riconosciuti per il nostro lavoro e ottenere il loro apprezzamento.  Il nostro rapporto con i nostri capi può avere un impatto significativo sulla nostra soddisfazione lavorativa e sul nostro benessere complessivo. Un buon rapporto con il nostro superiore può creare un ambiente di lavoro positivo, in cui ci sentiamo supportati, valorizzati e motivati. Al contrario, un rapporto negativo con il capo può generare stress, insoddisfazione e disagio lavorativo. Per questo il loro ruolo è così influente e delicato per la salute dei collaboratori. Senza una leadership sana non può esserci cultura del benessere.


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