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Le 8 dimensioni per creare cultura del benessere: consigli pratici

Il workshop con Guido Stratta - HR Director di Enel Group


Si è concluso stamattina il nostro webinar "Creare cultura del benessere. Quale è il ruolo dei manager nel corporate wellbeing?” dove, insieme a Guido Stratta, HR Director di Enel Group ed Eleonora Valè, wellbeing designer di Trainect, ci siamo confrontati sul ruolo strategico della leadership nella creazione della cultura del benessere.

Durante il webinar abbiamo approfondito, tramite un workshop pratico, strumenti e approcci di Trainect per creare cultura del benessere e diffonderla in azienda. Abbiamo utilizzato il Culture Wellbeing Canvas, uno strumento utile per identificare le leve culturali strategiche per creare le condizioni affinché le iniziative di benessere abbiano successo.


Quali sono le dimensioni chiave della cultura del benessere?

Abbiamo identificato 8 dimensioni chiave e relative domande stimolo per avere la fotografia della cultura aziendale esistente.

  1. Purpose: è chiaro il purpose aziendale? quale legame ha con il benessere? le persone si sentono parte di qualcosa di più grande?

  2. Valori: quali valori guidano l’organizzazione? il benessere delle persone rientra in questi valori?

  3. Sicurezza psicologica: si espone liberamente il proprio punto di vista senza paura delle conseguenze? come vengono gestiti gli errori?

  4. Stile di leadership: il management fa empowerment al team? c’è attenzione al benessere dei propri collaboratori? c’è una comunicazione chiara e trasparente?

  5. Community e apprendimento: qual è la qualità delle relazioni? c’è senso di supporto reciproco? si apprende insieme agli altri? state già facendo cultura su questi temi, state formando qualcuno? avete soluzioni che coprono queste competenze?

  6. Strategia e priorità: sono chiari gli obiettivi, le priorità e le aspettative di ruolo? i flussi di lavoro sono efficaci, efficienti e chiari a tutti?

  7. Attività di benessere: che iniziative di wellbeing / welfare esistono oggi in azienda? che attività sono state svolte in passato? c’è un budget/team dedicato?

  8. Sostenibilità: che iniziative di sostenibilità sono presenti? quale è l’impatto sociale/ambientale/economico delle iniziative?

Cosa è emerso?

Proprio come uno spaccato di realtà abbiamo avuto risultati di aziende virtuose ed altre che hanno riconosciuto di avere difficoltà in alcune aree. Nell'immagine sono riportate le riflessioni dei partecipanti.


Campanelli d'allarme:

Per ogni area sottolineiamo alcune riflessioni scritte dai partecipanti che risultano chiave come punto di attenzione. Partendo dal confronto dialettico su questi punti, con gli interlocutori chiave in azienda, si evita il rischio di inserire iniziative di welfare fini a se stesse, senza realmente cambiare la cultura.

  • Purpose: “purpose aziendale: molto spostato sul servizio ai clienti”; “non è chiaro e non si parla mai di benessere aziendale. Ogni area lavora a compartimenti stagni”

  • Valori: “benessere entra in modo intermittente”; “nel codice etico è scritto che uno degli scopi è garantire lo sviluppo delle persone, nella realtà non è mai stao così.”

  • Sicurezza psicologica: “chi espone il proprio pensiero sollevando problemi viene considerato problematico. In caso di errore si cerca il colpevole e non si discute in maniera serena.”; “la non sicurezza psicologica enfatizza le voci di corridoio e le lamentele”

  • Stile di leadership: “Manager di processo e autoritario”; “Manager accentratore”

  • Community e apprendimento: "nessun supporto reciproco, ognuno diffida dell'altro. I manager incentivano tutto questo e considerano questi temi una perdita di tempo"

  • Strategia e priorità: "priorità non chiare è tutto molto confuso ed ognuno segue il suo processo, non essendoci una linea guida"

  • Attività di benessere: "come HR avevo proposto la mindfulness e il counseling: bocciato"

  • Sostenibilità: "non vengono fatte iniziative di sostenibilità reali"

Questo strumento è molto potente e permette di fotografare l’”as is” della cultura organizzativa che stiamo vivendo. Spesso la cultura, proprio perché composta anche da elementi intangibili (come gli assunti di base - E. Schein), rischia di diventare qualcosa di non visibile, qualcosa a cui siamo assuefatti.

Se vogliamo cambiare le cose, se vogliamo creare la cultura del benessere dobbiamo partire dall’analisi dello stato attuale.


Casi studio

Se stai cercando ispirazione su come iniziare a prenderti cura delle tue persone potresti trovare interessante leggere cosa stanno facendo altre startup e altre aziende, come per esempio Pokè House, Helbiz, Musement e tante altre. Qui puoi trovare una serie di interviste fatte a team HR, che approfondiscono strategie ed esperimenti messi in campo.


Vuoi capire come utilizzare lo strumento e calarlo nel tuo contesto aziendale?

Prenota una call gratuitamente coi nostri wellbeing designer.

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